TERRE BRUNE 1996
Eccomi di fronte ad una bottiglia di vino chiusa. Conosco l'etichetta, il produttore, so dove l'ho comperata, quanto l'ho pagata, mi ricorda qualcosa, un momento, una vacanza, quindi mi trovo nella situazione completamente opposta rispetto alla degustazione alla cieca, a cui sono decisamente più abituato. Come avrete capito io non do mai un punteggio ad un vino che bevo guardando l'etichetta, non riesco, a non esserne condizionato, sia positivamente che negativamente. Ma ciò non mi evita di goderne o di rimanerne deluso. Prima di tutto sono un venditore di vino, e quindi so che attorno ad una bottiglia vi è qualcosa di più che un semplice liquido da valutare tecnicamente, quindi propongo sempre ai miei clienti di assaggiare i vini dopo aver spiegato di cosa è fatto, come è stato fatto e chi lo ha fatto. Ritengo che tutte queste informazioni siano necessarie per poter valutare un vino in maniera completa, senza nulla togliere alla degustazione alla cieca, ma che lascio ai professionisti e su cui avrò modo di parlarne in altri momenti. Ritornando quindi alla nostra bottiglia, al momento dell'apertura mi ritornano in mente molti particolari, emozioni, flash, che fanno da contorno al vino contenuto. Sto per parlare di una bottiglia di Terre Brune di Santadi del 1996, un Carignano del Sulcis, Sardegna, comperata durante una vacanza in Sardegna di qualche anno fa. Quindi le aspettative sono arricchite da quel valore aggiunto che non potrei mai avere se fossi all'oscuro di tutto. Il vino si presenta con un colore già maturo, il rubino che ricordavo si è evoluto in colorazione più calda, il profumo è subito pulito, piacevole, con note di miele di eucaliptus, si lo ricordavo questo profumo aromatico, di macchia mediterranea, ora solo più di contorno. In bocca siamo di fronte ad un perfetto equilibrio, ha raggiunto la piena maturità, non si deve più aspettare, resisterà ancora qualche anno ma non credo che darà più di quanto stia dando ora é armonico, vellutato, piacevole. Visto, lo descrivo, ma che voto meriterebbe non saprei dirlo, non voglio doverlo dare, perchè l'emozione, il ricordo e il piacere non hanno voto sono sentimenti, non si possono misurare.
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