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Le blog du Grand Jury

De tout et de rien, même pour les buveurs d'eau, les végétariens et les zwinglistes de gauche. Du vin en général, de la gastronomie souvent, et du reste quand cela semble nécessaire. Mais toujours dans l'esprit de l'éthique internet, dans le respect d'autrui, sans haine, ni racisme, ni crétinerie avancée.

TERROIR

Mercredi 8 Octobre 2008, 22:31 GMT+2Par Gabriele BavaCet article a été lu 155 fois

Come mai un titolo così?

Semplice, sono sempre più convinto che una grande bottiglia di vino sia il risultato di un grande terroir! Che scoperta direte o almeno penserete, è ovvio! Ma io mi permetto di andare oltre, da qualche tempo mi capita di assaggiare o di fare assaggiare alla cieca vini che hanno superato i 10 - 15 anni e il risultato è sorprendente, non si riconosce più il vitigno, ma la zona, il TERROIR! O meglio si tende a confondere il vitigno con quello che tradizionalmente rappresenta una determinata zona. L'ennesima conferma l'ho avuta l'altra sera, apro un vino del 1993, un grande produttore, Paolo Scavino, la zona è Castiglione Falletto, il vino è la Barbera d'Alba.

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Appena aperto il vino si presentava un pò "animale", parecchia riduzione, ma con il passare del tempo si è pulito diventando molto piacevole, una bella sorpresa, una splendida bevibilità, molto armonico, anche il colore tradiva l'uva di origine. Da notare la scritta "affinato in carati" negli anni 90, erano i primi esperimenti, bisognava comunicarlo, guai a scrivere barriques...fortunatamente abbiamo quasi superato questo tabù, anche se a molti la parola Barriques suscita ancora paura (!).

Chiedo ai presenti di dirmi l'anno, l'uva, la zona....risultato: un nebbiolo... già di qualche anno....UN BAROLO!!!! Ecco che ciò che già mi era capitato trova la conferma. Credo sempre più, che un vitigno sia molto riconoscibile nei primi 10-12 anni di vita di un vino, poi con il passare del tempo lascia lo spazio alla terra di origine. Quindi mi viene da dire che il vitigno sia solo un tramite, un "traghetto" al servizio del territorio, per portare al bicchiere quelle emozioni che tanto noi ricerchiamo. Mi capita lo stesso con i vini alsaziani molto vecchi, dove riesling, pinot gris, e, se non troppo dolci, i gewuerztraminer, hanno quel denominatore comune nei profumi di petrolio, in quella mineralità inconfondibile che li rende unici. Ho assaggiato dei Bordeaux senza Merlot che dopo molti anni erano molto simili a vini della stessa zona prodotti con solo Merlot, ma senza che si sia persa l'identità bordolese. Per non parlare di Chianti Classici decisamente simili a Supertuscans.

Questa è una mia convinzione, aspetto vostri commenti a proposito, il dibattito è aperto.

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Alfonso dit

Oltre il fatto chè lo « TERROIR » gioca una parte importante.
Un altro merito non ritornerebbe sopratutto al vigneron?

Grandissima emozione col Barolo 1999 di Scavino poco’ tempo fa!

Jeudi 9 Octobre 2008, 15:18 GMT+2 | Retour au début

Alfonso dit

Oltre il fatto chè lo « TERROIR » gioca una parte importante.
Un altro merito non ritornerebbe sopratutto al vigneron?

Grandissima emozione col Barolo 1999 di Scavino poco’ tempo fa!

Jeudi 9 Octobre 2008, 15:23 GMT+2 | Retour au début